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DANZAEREA Liberamente ispirata all’ aereo danza di Giannina Censi

08 Giugno 2012 Consorzio Con.Cor.D.A

Movimentoinactor Teatrodanza Consorzio Coreografi Danza d’Autore

Nell’ambito della LUNGA NOTTE DEL FUTURISMO del Comune di Bolzano presenta

DANZAEREA

Liberamente ispirata all’ aereo danza di Giannina Censi

Coreografia: Flavia Bucciero

Musiche : Luigi Russolo, Luigi Grandi, Massimo Lauricella

Danzatrice interprete: Laura Feresin

Venerdì 8 giugno 2012, ore 20 e 30 e ore 22 e 30 (2 repliche) Galleria Civica-Chiostro dei Domenicani, piazza dei Domenicani- Bolzano

Informazioni: Comune di Bolzano, Tel.0471 997111, www.comune.bolzano.it ; Movimentoinactor Teatrodanza, movimentoinactor@tiscalinet.it, www.movimentoinactor.it

Chi era Giannina Censi ? Giannina Censi era l’aerodanzatrice del futurismo. Era colei che danzava gli aeropoemi di Marinetti, una danza «disarmonica, sgarbata, antigraziosa, asimmetrica, sintetica, dinamica, parolalibera», la definiva lo stesso Marinetti.

L’aviatore Fedele Azari, autore del manifesto “Il Teatro Aereo Futurista: il volo come espressione artistica di stati d’animo”, scrive nel 1919 che lui stesso aveva danzato in aria: Ho constatato come sia facile per gli spettatori seguire tutte le sfumature di stati d’animo dell’aviatore, data la identificazione assoluta tra il pilota e il suo apparecchio, che diventa come un prolungamento del corpo: le ossa, i tendini, i muscoli e i nervi si prolungano nei longheroni e nei fili metallici

Fortemente influenzata dal pensiero degli autori futuristi, in particolare di Marinetti e Azari, Giannina Censi crea l’aereodanza. La sua volontà è di tradurre nel proprio corpo danzante , le sensazioni del volo, il dinamismo, le emozioni della velocità, le meraviglie della macchina: le braccia ruotavano velocemente come eliche e si aprivano come le ali di un aeroplano. Durante la rappresentazione era previsto che si rompesse un’ala dell’aeroplano, la cui velocità iniziava così a diminuire sempre più fino alla caduta, quando la Censi si accasciava a terra La Censi indossava un costume di raso lucido color alluminio, con cuffia d’aviatrice in testa, ideato da Enrico Prampolini: costume “discinto” secondo le cronache di allora. Questo il senso e l’umore dell’aereodanza che la coreografa Flavia Bucciero reinterpreta, nel profondo rispetto di quelli che furono gli elementi ispiratori e scegliendo, in parte, altri supporti musicali, sempre nell’ambito della rumoristica e delle composizioni musicali futuriste

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